Grigis Mario Banella 1930 – 2023.

Eccoci al secondo ricordo del nostro papà… sono particolarmente affezionata a questa fotografia che ho soprannominato “ufficiale e gentiluomo”.
Perché nostro padre, anche se non era Richard Gere, anche con i pantaloncini corti ci ha insegnato con i fatti cosa significhi essere un ‘galantom’ (gentiluomo); che nell’accezione bergamasca non è tanto uomo gentile, ma uomo di parola. Ci diceva spesso (ricordo a tutti che le frasi del Mario Banella erano sempre piuttosto colorite): comportatevi sempre in modo che se un domani uno vi dicesse “mer**”, voi possiate rispondergli: “majela” (mangiala).
La stretta di mano per lui valeva più di mille carte bollate. E la sua parola era una, come la sua faccia.
Manchi tanto. Ciao papi.

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Grigis Mario Banella 1930 – 2023.

Caro papà, oggi è un anno che ci hai lasciato e se guardo indietro questo è stato, per me in particolare, un anno durissimo. Troppo forte il nostro legame, troppo grande lo strappo ed il dolore.
Nonostante la tua veneranda età ed io non sia più una bambina. Ma cosa devo dire, al cuore non si comanda.
Però da oggi ed ogni mese vogliamo ricordare la tua vita con una foto personale corredata da una delle tue “frasi storiche” tipicamente “politicamente scorrette”.
Perché tu sei così, un bergamasco D.o.c., senza peli sulla lingua che cio’ che aveva nel cuore aveva sulla bocca. Ecco così un giovane Mario Banella, ancora “intimidito” dalla vita, ma imprenditore nel sangue che ci ripeteva fino alla nausea; “sva mia n’giro senza solcc”. Per questo andando controcorrente, contro a coloro che ci voglio standardizzare e guadagnare obbligandonci all’uso delle credit card, noi avremo sempre i solcc in tasca, per offrire un caffè, per lasciare una mancia, per fare del bene a chi ne ha bisogno… grazie grande Papi, ti vogliamo un mondo di bene.